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Per i chiostri monumentali di San Vitale e di Santa Maria in Porto in Ravenna. (008U0421)

Art. 1


Regnando Sua Maesta'

VITTORIO EMANUELE III

per grazia di Dio e per volonta' della Nazione

Re d'Italia.

L'anno millenovecentosette e questo giorno 4 del mese di dicembre, in una sala della R. prefettura di Ravenna, si sono riuniti i signori:

1° Ferrari commendatore avvocato Adolfo, prefetto di Ravenna, in rappresentanza del Ministero della pubblica istruzione, giusta delega ricevuta da quel dicastero con telegramma 30 agosto 1906 (allegato sotto il n. 1);

2° Perizzi cavaliere Tebaldo, tenente colonnello sottodirettore del genio militare di Ravenna, rappresentante l'Amministrazione militare, in forza di delega ricevuta dal Ministero della guerra e per esso dal comando della divisione militare di Ravenna con nota 18 ottobre 1906, n. 3307 (allegato sotto il n. 2);

3° Gallina Ferdinando, sindaco di Ravenna, rappresentante il Municipio, come da deliberazione consigliare del 28 dicembre 1906 (allegato sotto il n. 3), debitamente resa esecutoria;

4° Conti commendatore ingegnere Romolo, che interviene in rappresentanza degli azionisti della Esposizione regionale romagnola del 1904;

5° Righini Orazio, ricevitore del registro di Ravenna, rappresentante il Ministero delle finanze, Direzione generale del demanio e delle tasse, come da nota in data 10 gennaio 1907, n. 397-150 della Intendenza di finanza (allegato n. 4), che per delegazione del Ministero delle finanze contenuta in nota 5 gennaio 1907, n. 143,233 gli dona facolta' di intervenire in questo atto. Per addivenire alla stipulazione del seguente contratto:

si premette

Che avendo il municipio di Ravenna e il Ministero della pubblica istruzione fatte vive istanze per ottenere rispettivamente la restituzione o la consegna dei chiostri artistici esistenti nella Caserma di Santa Maria in Porto e San Vitale, e di alcuni locali ad essi adiacenti, allo scopo di poter sistemare nei locali stessi musei ed archivi, di poter cosi serbare i chiostri suindicati esclusivamente allo studio ed alla ammirazione artistica, e, per parte del municipio di Ravenna, allo scopo sovrattutto di poter sfollare l'edificio comunale di Classe da troppi numerosi Istituti collocativi, per riacquistare il posto necessario a sistemarvi le scuole secondarie ed altre in progetto, l'Amministrazione militare, rappresentata dal comando di questa divisione militare, aderiva di buon grado a tali domande e poneva ogni studio per trovar modo di conciliare le esigenze dell' accasermamento delle truppe del presidio con queste domande, con gl'interessi dell'arte e dello studio;

Che corsero pertanto trattative fra l'onorevole Ministero della guerra, rappresentato, come sopra e' detto, e l'onorevole Ministero della pubblica istruzione, Direzione generale delle antichita' e belle arti, per la cessione da quello a questo degli accennati chiostri di San Vitale ed alcuni locali annessi; fra detto Ministero della guerra ed il municipio di Ravenna per la retrocessione da quello a questo del chiostro di S. Maria in Porto ed alcuni locali annessi;

Che essendo le parti riuscite a concordare le condizioni per addivenire alle cessioni e retrocessioni dianzi accennate, l'onorevole Ministero della pubblica istruzione con dispaccio del 30 agosto 1906 incaricava questa prefettura di predisporre, d'accordo con gli enti e le autorita' interessate, la bozza della relativa convenzione;

Che nel lodevole intento di agevolare la conclusione dei su citati accordi fra le dette autorita', i signori azionisti dell'Esposizione regionale romagnola, qui tenutasi nel 1904, animati da nobili sentimenti di patriottismo, si offersero di devolvere a beneficio del Comune l'avanzo della gestione economica della Esposizione stessa sborsando per conto di esso il prezzo di L. 18,000, pattuito come corrispettivo verso l'autorita' militare per i lavori che questa, in seguito alla retrocessione del chiostro, dovra' eseguire allo scopo di isolare l'adiacente caserma, e procedere alla conseguente sistemazione dell'accasermamento delle truppe;

Che predisposti cosi gli elementi necessari per il contratto, la locale sottodirezione del genio militare per incarico ricevuto da questa Prefettura presentava uno schema di convenzione composto di numero dodici articoli con allegate tavole di disegni, il quale schema, accettato come obbligazione puramente compromessoria fra le parti, fu dalla Prefettura stessa trasmesso per l'approvazione al Ministero della pubblica istruzione, ed il detto dicastero con lettere del 4 e 21 dicembre 1906, nn. 21914 e 23625, mentre dichiarava di approvare nelle sue linee generali lo schema anzidetto, faceva presenti l'opportunita' di apportarvi talune modificazioni ed aggiunte, sia per includere nella cessione dei chiostri di San Vitale alcuni altri locali, oltre quelli indicati in pianta, sia perche' la cessione fosse estesa anche alla casupola fronteggiante il mausoleo di Galla Placidia;

Che circa l'opportunita' della cessione di detta casupola il Ministero ha infatti osservato che la cosa e' consigliata non solo pei riguardi estetici, ma anche, e piu' principalmente, perche' essa insiste sull'ardica che fronteggiava la chiesa di Santa Croce, contemporanea al mausoleo predetto (cioe' del V secolo), al quale l'ardica stessa si congiungeva e i cui ruderi si trovano a circa un metro sotto il suolo. Che essendo, quindi, la casupola piantata sugli avanzi di un monumento importantissimo, la cessione di essa e' indispensabile per gli eventuali studi in avvenire e per le ricerche che fossero ritenute necessarie;

Che in seguito alle maggiori richieste di cui sopra, avendo l'autorita' militare annuito alle domande, il suaccennato schema di convenzione fu anche sottoposto, per la parte riflettente il chiostro di Santa Maria in Porto, al Consiglio comunale di Ravenna, il quale con la sua rammentata deliberazione del 28 dicembre 1906, debitamente resa esecutoria, lo accettava, fatta eccezione per l'articolo 12 concernente la riserva, da parte dell'Amministrazione militare, di aprire un portone carraio per l'accesso all'ippodromo del cortile della caserma di Santa Maria in Porto, articolo che di comune accordo fra le parti fu poi soppresso.

Che dovendo il passaggio dei chiostri di San Vitale dall'una all'altra Amministrazione dello Stato avvenire per tramite dell'Amministrazione demaniale fu anche interpellata in proposito, per le disposizioni di sua competenza, l'onorevole Direzione del demanio e tasse, la quale con nota del 5 gennaio 1907, n. 143,233, autorizzava l'Intendenza di finanza di Ravenna a prendere parte all'atto di cessione.

Tutto cio' premesso e considerato, volendo le parti contraenti far risultare mediante pubblico istromento, dei patti e delle condizioni contenute nell'accennato schema di convenzione, con le modificazioni od aggiunte successivamente apportatovi, i sunnominati signori si sono oggi qui riuniti, e, previa dichiarazione che essi agiscono unicamente per conto dei Dicasteri ed enti, rispettivamente da essi rappresentati, senza obbligare in alcun modo le loro persone ed i loro averi, con l'assistenza del sottoscritto segretario delegato ai contratti ed alla presenza dei sottosegnati testimoni, noti, idonei ed all'uopo richiesti, statuiscono quanto segue:

Art. 1.

L'Amministrazione militare dismette a quella del demanio pubblico, perche' quest'ultima li consegni poi al Ministero della pubblica istruzione, i due chiostri artistici della caserma di San Vitale con i corridoi e le celle soprastanti ai porticati in 1° piano, e con lo scalone, i locali ed il cortiletto adiacente ai lati nord-est del chiostro piu' piccolo in tutti i piani, fatta eccezione soltanto per la camera isolata del 2° piano situata alla estremita' occidentale del lato sud, e cioe' precisamente i chiostri, locali e cortiletto che sono segnati con tinta rossa nelle tavole di disegno le quali si dichiarano parte integrale della presente convenzione.