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Ratifica ed esecuzione del protocollo IV sulle armi laser accecanti, fatto a Vienna il 13 ottobre 1995, e del protocollo II sulla proibizione o restrizione dell'uso delle mine, trappole ed altri ordigni, come emendato a Ginevra il 3 maggio 1996, con dichiarazione finale, entrambi adottati nel corso della conferenza di revisione, quali atti addizionali alla convenzione di Ginevra del 10 ottobre 1980 sulla proibizione o la limitazione di talune armi convenzionali aventi effetti dannosi o indiscriminati.

Annesso C

ANNESSO C
Dichiarazione finale
LE ALTE PARTI CONTRAENTI ALLA CONVENZIONE SUI DIVIETI O LE RESTRIZIONI ALL'USO DI CERTE ARMI CONVENZIONALI CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATE ECCESSIVAMENTE LESIVE O AVENTI EFFETTI INDISCRIMINATI, RIUNITESI A VIENNA DAL 25 SETTEMBRE AL 13 OTTOBRE 1995, E SUCCESSIVAMENTE A GINEVRA DAL 15 AL 19 GENNAIO 1996 NELLA PRIMA RIPRESA DELLA SESSIONE ED A GINEVRA DAL 22 APRILE AL 3 MAGGIO 1996 NELLA SECONDA RIPRESA DELLA SESSIONE, AL FINE DI RIVEDERE LA PORTATA ED IL FUNZIONAMENTO DELLA CONVENZIONE E DEI PROTOCOLLI ALLEGATI ALLA STESSA, ED ESAMINARE OGNI PROPOSTA DI EMENDAMENTO DELLA CONVENZIONE O DEI PROTOCOLLI ESISTENTI, COME PURE PROPOSTE DI PROTOCOLLI ADDIZIONALI RELATIVI AD ALTRE CATEGORIE DI ARMI CONVENZIONALI NON PREVISTE DAI PROTOCOLLI ALLEGATI ESISTENTI.
Profondamente preoccupate per gli effetti indiscriminati dell'uso irresponsabile delle mine terrestri, in particolare delle mine terrestri antiuomo che ogni settimana risultano uccidere o menomare centinaia di persone, per la maggior parte civili disarmati, ostacolano lo sviluppo economico e la ricostruzione ed hanno altre gravi conseguenze, quali impedire il rimpatrio dei rifugiati ed il ritorno dei profughi che si sono spostati all'interno del paese;
Seriamente preoccupate per le sofferenze e le ferite subite dai civili per l'uso irresponsabile e la proliferazione di mine terrestri, trappole ed altri dispositivi ed in particolare per il grave problema delle mine terrestri antiuomo;
Ribadendo che e' necessario rafforzare la cooperazione internazionale in materia di divieti o di restrizioni all'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente lesive o aventi effetti indiscriminati;
Ribadendo la loro convinzione che un accordo generale e verificabile sui divieti o le restrizioni all'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate eccessivamente lesive o aventi effetti indiscriminati ridurrebbe in maniera significativa le sofferenze di civili e combattenti;
Accogliendo con favore l'adozione di un Protocollo II emendato sui divieti o le restrizioni all'uso di mine, trappole ed altri dispositivi;
Notando che le mine antiuomo seminate a distanza possono rappresentare un grave pericolo per la vita e la sopravvivenza della popolazione civile, in modo particolare a causa dei loro metodi di posa e della conseguente difficolta' per contrassegnarle e recintarle;
Ribadendo inoltre che e' necessario rafforzare la cooperazione internazionale in materia di sminamento e stanziare maggiori risorse a tal fine;
Riconoscendo il ruolo importante che possono svolgere la comunita' internazionale, ed in modo particolare gli Stati implicati nello spiegamento di mine, prestando assistenza per lo sminamento nei paesi interessati, mediante la fornitura di carte topografiche e delle informazioni necessarie, nonche' di un'assistenza tecnica e materiale atte a sminare o rendere in altro modo inoffensivi i campi di mine, le mine e le trappole esistenti;
Esprimendo il loro apprezzamento per i contributi finanziari forniti dagli Stati e dalle organizzazioni regionali al Fondo Fiduciario Volontario delle Nazioni Unite per l'assistenza allo sminamento, e per i contributi in natura forniti al meccanismo permanente per lo sminamento delle Nazioni Unite;
Prendendo atto delle moratorie nazionali e di altre misure unilaterali per arrestare la fabbricazione, l'esportazione, il trasferimento o la vendita di mine terrestri antiuomo, a ridimensionare gli arsenali e ad adottare una legislazione che si ponga come obiettivo la totale eliminazione di tali armi;
Notando inoltre che un certo numero di Stati si astiene altresi' dall'acquistare, fabbricare, trasferire e immagazzinare mine terrestri antiuomo;
Notando il fatto che un numero crescente di Stati e di organizzazioni internazionali regionali e non governative fanno del loro meglio per ottenere con urgenza la totale eliminazione delle mine terrestri antiuomo;
Consapevoli dell'urgente necessita' di opporsi alla minaccia, silenziosa e invisibile che le armi laser accecanti costituiscono per la vista dell'uomo;
Accogliendo con favore l'adozione del Protocollo IV sulle armi laser accecanti, quale codificazione e sviluppo graduale delle norme del diritto internazionale;
Notando che in avvenire potrebbero essere esaminate un certo numero di questioni, per esempio nell'ambito di una conferenza di revisione e tenendo conto dell'evoluzione scientifica e tecnologica, ivi compresa la questione del divieto di utilizzare, fabbricare, immagazzinare e trasferire armi laser accecanti e la questione dell'osservanza delle norme relative a tali armi, come pure altre questioni pertinenti, quali la definizione di "cecita' permanente" comprendente anche il concetto di "campo visivo";
Riconoscendo il ruolo specifico del Comitato Internazionale della Croce Rossa, ed incoraggiandolo a continuare a lavorare per agevolare ulteriormente la ratifica e l'adesione alla Convenzione, a divulgarne i contenuti ed a mettere a disposizione la sua esperienza nelle future Conferenze di revisione;
Riconoscendo gli impagabili sforzi umanitari delle organizzazioni non governative nei conflitti armati, e apprezzando il livello tecnico del loro contributo ai lavori della Conferenza di revisione;
DICHIARANO SOLENNEMENTE:
di impegnarsi a rispettare gli obiettivi e le disposizioni della
Convenzione e dei suoi Protocolli allegati quale autorevole
strumento internazionale che disciplina l'uso di certe armi
convenzionali che possono essere considerate eccessivamente
lesive o aventi effetti indiscriminati;
di essere determinati a fare appello a tutti gli Stati che non lo
abbiano ancora fatto, perche' prendano tutte le misure
richieste per divenire il prima possibile parti alla
Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati, e gli Stati
successori affinche' adottino provvedimenti appropriati,
volti a far si che il presente strumento divenga alla fine
universale;
di essere convinti che gli Stati debbano perseguire strenuamente
l'obiettivo dell'eliminazione finale delle mine terrestri
antiuomo, in conformita' ai termini della Risoluzione 50/70
(O) dell'Assemblea Generale della Nazioni Unite;
di impegnarsi a continuare strenuamente a perseguire la totale messa al bando dei trasferimenti di tutte le mine terrestri
antiuomo nel contesto della loro eliminazione finale, in
conformita' ai termini della Risoluzione 50/70 (O)
dell'Assemblea Generale della Nazioni Unite;
di essere soddisfatti dell'adozione del Protocollo II emendato sulle mine, le trappole ed altri dispositivi;
che i divieti e le restrizioni all'uso ed al trasferimento di mine
antiuomo nel Protocollo II agevoleranno e consentiranno di
agevolare e far progredire il conseguimento dello scopo
ultimo dell'eliminazione finale delle mine antiuomo, in
conformita' ai termini della Risoluzione 50/70 (O)
dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite;
di annettere importanza alla tempestiva entrata in vigore del
Protocollo emendato e di auspicare che tutti gli Stati, in
attesa della sua entrata in vigore, rispettino e
garantiscano l'osservanza delle disposizioni piu'
importanti del Protocollo emendato in tutta la misura del
possibile;
di impegnarsi a mantenere sotto esame le disposizioni del Protocollo II, per far si' che vengano affrontate tutte le questioni
relative alle armi ivi contemplate;
che nulla nel Protocollo II emendato sara' considerato contrario agli
scopi ed ai principi contenuti nella Carta delle Nazioni
Unite;
di impegnarsi a mettere al bando tutte le mine seminate a distanza
sprovviste di caratteristiche efficienti di
autodisattivazione e di meccanismi di auto-distruzione o di
auto-neutralizzazione e di essere consapevoli della
necessita' di adoperarsi strenuamente per ottenere la messa
al bando di tutte le mine antiuomo seminate a distanza,
mentre verranno messe a punto alternative affidabili che
riducano in maniera significativa i rischi per la
popolazione civile;
di riconoscere che, per facilitare ed accelerare le operazioni di
sminamento, e' importante applicare il divieto di usare
mine antiuomo non rilevabili;
di impegnarsi a rafforzare la cooperazione internazionale per lo
sminamento, lo sviluppo e la divulgazione di tecnologie
piu' efficaci per lo sminamento ed il trasferimento di
tecnologie, in modo da agevolare l'applicazione dei divieti
e delle restrizioni di cui al Protocollo II, e di
adoperarsi per stanziare le risorse necessarie a tal fine; di impegnarsi ad assistere, nella misura del possibile, le missioni umanitarie imparziali di sminamento, che operano con il
consenso dello Stato di accoglienza e/o degli Stati parti
al conflitto interessati, in particolare fornendo loro
tutte le informazioni necessarie in loro possesso
sull'ubicazione di tutti i campi di mine, zone minate,
trappole ed altri dispositivi di cui si sia a conoscenza
nella zona in cui la missione svolge le sue funzioni;
di riconoscere che il numero crescente di moratorie nazionali e di
altri provvedimenti unilaterali che limitano o bloccano la
fabbricazione, l'uso, l'esportazione, il trasferimento, la
vendita o l'immagazzinamento di mine antiuomo, e che mirano
a conseguire la loro eliminazione finale, sono iniziative
incoraggianti;
che incoraggeranno gli sforzi delle Nazioni Unite e di altre
organizzazioni per affrontare tutti i problemi relativi
alle mine terrestri;
di essere soddisfatti dell'adozione del Protocollo sulle armi laser accecanti (Protocollo IV) della Convenzione;
di essere convinti che e' importante che il Protocollo IV entri in vigore il prima possibile;
di desiderare che tutti gli Stati, in attesa dell'entrata in vigore, rispettino e garantiscano il rispetto delle disposizioni
piu' importanti del Protocollo IV in tutta la misura del
possibile;
di riconoscere che e' necessario conseguire il divieto totale di armi
laser accecanti, il cui uso e trasferimento sono vietati
dal Protocollo IV;
di essere intenzionati a mantenere sotto esame il problema degli effetti accecanti connessi all'uso dei sistemi laser;
di impegnarsi a dar seguito al processo di revisione iniziato con la prima Conferenza di Revisione e, a tal fine, di istituire
un regolare meccanismo di revisione per la Convenzione ed i
suoi Protocolli allegati.
Le Alte Parti Contraenti riconoscono che gli importanti principi e disposizioni contenuti nella presente Dichiarazione Finale possono altresi' fungere da base per potenziare ulteriormente la Convenzione ed i suoi Protocolli, ed esprimono la loro determinazione di attuarli.
Revisione del Preambolo
Paragrafo 3 del Preambolo
La Conferenza richiama l'obbligo di determinare, al momento della progettazione, della messa a punto, dell'acquisto o dell'adozione di nuove armi, mezzi e metodi bellici, se l'uso degli stessi potrebbe, in tutte o in alcune circostanze, essere proibito da qualsiasi norma di diritto internazionale applicabile alle Alte Parti Contraenti.
Paragrafo 8 del Preambolo
La Conferenza ribadisce l'esigenza di proseguire la codificazione e lo sviluppo progressivo delle norme di diritto internazionale applicabili a certe armi convenzionali che possono essere eccessivamente lesive o avere effetti indiscriminati.
Paragrafo 10 del Preambolo
La Conferenza sottolinea l'esigenza di ottenere una maggiore adesione alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati. La Conferenza accoglie con favore le recenti ratifiche ed adesioni alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati e sollecita le Alte Parti Contraenti ad annettere la massima priorita' a tutti i passi diplomatici volti a favorire una maggiore adesione, allo scopo di ottenere, entro l'anno 2000, un'adesione universale alla Convenzione.
Revisione degli articoli
Articolo 1
La Conferenza prende atto e conferma che le Alte Parti Contraenti hanno ampliato la portata del Protocollo II.
Articolo 2
La Conferenza ribadisce che nulla nella Convenzione o nei suoi Protocolli allegati sara' interpretato nel senso di esentare le Alte Parti Contraenti da altri obblighi loro imposti dal diritto umanitario internazionale.
Articolo 3
La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 3.
Articolo 4
La Conferenza prende atto del fatto che 58 Stati hanno ratificato, accettato, aderito o succeduto alla Convenzione.
La Conferenza fa appello a tutti gli Stati che non sono parti alla presente Convenzione affinche' ratifichino, accettino, approvino la Convenzione o vi aderiscano, a seconda dei casi, in modo da contribuire a conseguire l'adesione universale alla Convenzione.
In tale contesto, la Conferenza invita le Alte Parti Contraenti ad incoraggiare ulteriori adesioni alla Convenzione ed ai suoi Protocolli allegati.
Articolo 5
La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 5.
Articolo 6
La Conferenza sottolinea l'importanza della cooperazione internazionale per quanto riguarda la divulgazione della Convenzione e dei suoi Protocolli allegati e riconosce l'importanza di una collaborazione multilaterale relativa all'istruzione, allo scambio di esperienze a tutti i livelli, allo scambio di formatori ed all'organizzazione di seminari congiunti.
La Conferenza prende atto di un invito di un'Alta Parte Contraente ad un seminario sulla divulgazione.
Articolo 7
La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 7.
Articolo 8
La Conferenza decide di comune accordo che, in futuro, le Conferenze di Revisione dovrebbero aver luogo con maggiore frequenza, e che occorrerebbe prendere in considerazione la possibilita' di tenere una Conferenza di Revisione ogni cinque anni. La Conferenza decide, in conformita' all'Articolo 8.3 (c), di indire un'altra Conferenza cinque anni dopo l'entrata in vigore degli emendamenti adottati dalla prima Conferenza di Revisione, ma in ogni caso non piu' tardi dell'anno 2001, con riunioni preparatorie di esperti aventi inizio, ove necessario, sin dall'anno 2000.
La Conferenza accoglie con favore l'adozione del testo di un Protocollo II emendato in conformita' al capoverso 3 (a) del presente Articolo.
La Conferenza richiama le disposizioni del capoverso 3 (b) del presente Articolo, che stabilisce di prendere in considerazione ogni proposta di protocolli addizionali relativi ad altre categorie di armi convenzionali non previste dagli esistenti Protocolli allegati.
La Conferenza accoglie con favore l'adozione, avvenuta il 13 ottobre 1995, del testo di un Protocollo addizionale sulle armi laser accecanti (Protocollo IV).
La Conferenza propone che la prossima Conferenza di Revisione prenda in considerazione la possibilita' di preparare un eventuale Protocollo addizionale sulle armi e munizioni di piccolo calibro.
La Conferenza propone che la prossima Conferenza di revisione prenda in considerazione ulteriori misure per le mine navali ed altre armi convenzionali che si ritiene possano causare sofferenze inutili o avere effetti indiscriminati.
Articolo 9
La Conferenza prende atto con soddisfazione del fatto che le disposizioni del presente Articolo non sono state chiamate in causa.
Articolo 10
La Conferenza prende atto delle disposizioni dell'Articolo 10.
Articolo 11
La Conferenza prende atto della richiesta della delegazione della Cina di rettificare il testo originale in lingua cinese della Convenzione e dei suoi Protocolli allegati.
Revisione dei Protocolli
Protocolli sui frammenti non rilevabili (Protocollo I)
La Conferenza prende atto delle disposizioni del presente Protocollo.
Protocollo sui divieti o le restrizioni all'uso di mine, trappole e altri dispositivi (Protocollo II) e Annesso Tecnico al Protocollo.
La Conferenza ha passato in rassegna in maniera esauriente la portata ed il funzionamento del Protocollo originale. La Conferenza e' seriamente preoccupata per il fatto che ogni settimana, malgrado l'esistenza del Protocollo, centinaia di persone, per la maggior parte civili disarmati, risultano uccise o menomate per via degli effetti indiscriminati di un uso irresponsabile di mine terrestri, in particolare di mine antiuomo; ed inoltre che i civili disarmati continuano ad essere vittime degli effetti indiscriminati dell'uso irresponsabile di trappole e di altri dispositivi. Tali azioni ostacolano altresi' l'agricoltura, lo sviluppo economico e la ricostruzione ed impediscono il rimpatrio dei rifugiati ed il ritorno dei profughi che si sono spostati all'interno del paese, causando situazioni intollerabili in molte parti del mondo.
La Conferenza ha concluso che il Protocollo originale dovrebbe essere rafforzato in numerose parti. Di conseguenza, la Conferenza adotta il Protocollo emendato, che migliora sensibilmente le parti relative alla portata di applicazione, alle restrizioni generali dal punto di vista umanitario, ai divieti ed alle limitazioni sostanziali all'uso delle mine, ai trasferimenti, alle norme sull'osservanza, agli obblighi di sminamento, nonche' al settore della cooperazione tecnologica e prevede che tali questioni ed altre ivi relative potrebbero essere ulteriormente trattate nelle future Conferenze di Revisione, in modo particolare per quanto riguarda i problemi umanitari.
La Conferenza incoraggia le Alte Parti Contraenti che rinviano l'attuazione dei requisiti tecnici specificati nell'Annesso Tecnico ad adoperarsi al meglio per conformarsi a tali requisiti, in conformita' ai paragrafi 2 e 3 dell'Annesso Tecnico durante il periodo di attesa.
La Conferenza si augura che la prima riunione annuale di Stati parte, che sara' indetta in conformita' con il nuovo Articolo 13, si terra' dopo l'entrata in vigore del Protocollo emendato.
La Conferenza propone che il Depositario indica al piu' presto, dopo l'entrata in vigore del Protocollo, una riunione preparatoria per la prima Conferenza Annuale delle Parti, ai sensi dell'Articolo 13 del Protocollo emendato. Tale riunione preparatoria dovrebbe elaborare e proporre, per la Conferenza Annuale, un progetto di Norme Procedurali della Conferenza ed i punti dell'ordine del giorno, che potrebbero includere il riesame del funzionamento e dello status del Protocollo.
La Conferenza riconosce l'ottimo lavoro svolto dalle agenzie e dagli organi pertinenti delle Nazioni Unite, dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, in conformita' con il suo mandato di assistere le vittime di guerra e delle ONG in determinati settori quali, in particolare, l'assistenza chirurgica e la riabilitazione delle vittime delle mine, la realizzazione di programmi di sensibilizzazione al problema delle mine e dello sminamento.
Protocollo sui divieti o le limitazioni all'uso di armi incendiarie (Protocollo III)
La Conferenza prende atto delle disposizioni del presente Protocollo.