Che abolisce la commissione di antichita' e belle arti residente in Palermo. (075U8702)
Preambolo
Visto il decreto Dittatoriale del 25 giugno 1860, con cui fu ripristinata la Commissione di antichita' e Belle Arti di Sicilia;
Considerato che la moltiplicita' delle incombenze addossate alla Commissione di antichita' e Belle Arti di Palermo, rende meno efficace la sua azione per quanto concerne i Musei e gli scavi dell'isola;
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA
Veduto il regolamento della Commissione medesima approvato con Nostro decreto del 3 maggio 1863;
Veduti gli altri Nostri decreti del 13 settembre e 15 novembre 1874, coi quali fu sciolta e poi rinnovata la Commissione anzidetta;
VITTORIO EMANUELE II Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione, Abbiamo decretato e decretiamo:
Articolo unico.
La Commissione di antichita' e Belle Arti residente in Palermo e' abolita, e sono del pari sciolte le Sottocommissioni locali da essa dipendenti.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 5 dicembre 1875.
VITTORIO EMANUELE.
R. Bonghi.